L’inizio delle opere che ho elencato avvenne attorno al 1955 e furono completate in tempi record nel 1962. Purtroppo, nel momento in cui si doveva procedere alla costruzione dell’ultima parte del villaggio Corte di Cadore, un inspiegabile incidente occorso al presidente dell’ENI fermò i lavori. Il 27 ottobre 1962 Enrico Mattei salì a bordo del bimotore Morane-Saulnier 760, in compagnia di William McHale, un giornalista americano esperto di questioni internazionali legate al petrolio. L’aereo privato, condotto dal pluridecorato maggiore Irnerio Bertuzzi pilota personale di Mattei, decollò da Catania alle 16:57. Verso le diciannove, poco prima dell’atterraggio all’aeroporto di Linate Milano, in seguito a un’esplosione, che poi risultò essere un attentato, il velivolo precipitò schiantandosi al suolo nei pressi di Bascapè, un piccolo comune in provincia di Pavia.



Mattei aveva condotto l’Eni a sottoscrivere importanti accordi commerciali con l’Unione Sovietica: enormi quantitativi di petrolio in cambio di materiale industriale. Una mossa che molti paesi come gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito non gradirono affatto.
Mattei era un uomo straordinario con idee che potevano modificare le dinamiche del potere di quegli anni e gli equilibri internazionali nel campo dell’energia. Certamente dal “delitto Mattei” prende il via un’altra storia d’Italia che arriva fino ai giorni nostri e che si è lasciata alle spalle il sangue di uomini giusti e quella democrazia che fu sancita dalla nostra Costituzione.
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Il villaggio Corte di Cadore rimase incompleto di alcune parti e nonostante successive aperture per il completamento del centro servizi, che portano Gellner a elaborare sei progetti tra il 1974 e il 1990, i lavori non riprenderanno più. I dirigenti dell’ENI, che già inizialmente erano contrari all’opera, bloccarono i finanziamenti per la gestione e il completamento del progetto: una grande occasione mancata.
Dal 1995 la società ENI fu privatizzata e tutto il patrimonio immobiliare venduto. Dal 2000 una parte del villaggio Corte di Cadore, ex Eni, è di proprietà della società Minoter Cualbu S.p.a. di Cagliari che gestisce la vendita delle villette e la conduzione degli alberghi mantenendo inalterate le strutture esterne degli edifici.
Due libri per approfondire il delitto Mattei:
Il libro del magistrato Vincenzo Calia, Il caso Mattei. Le prove dell’omicidio del presidente dell’Eni (Chiarelettere 2017), scritto con la giornalista Sabrina Pisu, contiene i risultati principali della sua indagine, compresi i numerosi depistaggi e occultamenti di prove in cui si è imbattuto.

Per la prima volta le prove dell’attentato nella ricostruzione del magistrato che ha condotto l’inchiesta. Giorgio Bocca: “Nonostante siano passati tanti anni a qualcuno la verità dà ancora fastidio… Tutto chiaro fin dal primo momento, tutto incerto, coperto, inconfessato, depistato per i decenni a venire”. Siamo nel 2017, sono passati oltre cinquant’anni da quel 27 ottobre 1962, quando l’aereo su cui viaggiava Enrico Mattei precipitò nella campagna pavese. Oltre cinquant’anni di omissioni, bugie, depistaggi di Stato che hanno visto anche la stampa in gran parte schierata a confondere fatti e prove anziché contribuire a cercare la verità, così come dimostra questo libro, secondo la drammatica ricostruzione di Sabrina Pisu e del p.m. Vincenzo Calia, titolare dell’inchiesta avviata nel 1994 e conclusa nel 2003. Non si trattò di un “tragico incidente”, fu “un omicidio deliberato”, qualcuno sabotò l’aereo che precipitò in seguito a un’esplosione. Calia offre un quadro completo dei motivi per cui molti volevano fermare Mattei. Le ipotesi costruite su una documentazione vastissima, raccolta in anni di ricerche, sono rivelatrici. Come scriveva Bocca, “la verità dà ancora fastidio”, troppi gli interessi in gioco. Il giornalista Mauro De Mauro, sollecitato dal regista Francesco Rosi a collaborare alla lavorazione del film “Il caso Mattei”, scomparve nel nulla subito prima delle rivelazioni che si apprestava a fare. Chi nel tempo provò a indagare sulla sua morte fu ucciso: il commissario Boris Giuliano, il p.m. Pietro Scaglione, il generale Dalla Chiesa, il colonnello Ninni Russo, il giudice Terranova. Anche Pasolini, che stava scrivendo il romanzo “Petrolio” con protagonista il successore di Mattei, Eugenio Cefis, fu ammazzato. Vite sacrificate per servire lo Stato e che lo Stato, incapace di processare sé stesso, non ha difeso.

Anche il giornalista Paolo Morando, nel suo ultimo libro Eugenio Cefis. Una storia italiana di potere e misteri (Laterza 2021) narra vicende e descrive fatti e notizie legate a sessant’anni di depistaggi e occultamenti di prove sull’attentato a Mattei.
La foto in evidenza: Enrico Mattei che scende dal proprio aereo aziendale, 1959. (Agi Roma archivio storico Eni).
https://www.internazionale.it/essenziale/notizie/paolo-morando/2022/10/27/pista-caso-enrico-mattei
7- fine
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